Quest’anno per la seconda volta in vita mia ho provato a partecipare al concorso di illustrazione che tutti quanti conoscono, il concorso di illustrazione di Lucca Junior, concorso prestigioso, ed estremamente famoso in tutta Italia, dal quale sono stati selezionati ed hanno vinto importantissimi illustratori Italiani.
Il tema di quest’anno era “Rose nell’Insalata” tributo all’opera di Bruno Munari,  un tema per me davvero importante, considerato che amo Munari all’ennesima potenza, così  ho deciso che dovevo assolutamente partecipare per  lasciare il mio tributo all’Artista più straordinario che sia esistito in Italia.
Sono partita piena  di energia per rappresentate questo progetto, sicura di sapere esattamente cosa fare, possiedo molti libri di Munari, lo conosco molto bene rappresenta per me ancora adesso un esempio di stile e ideologia artistica da seguire, alcuni esempi: “Nella notte buia”, “Nella nebbia di Milano”, “Cappuccetto Bianco”, “Cappuccetto Giallo” e “Cappuccetto Verde”, “Libro Illeggibile” e “Rose nell’Insalata”.
Rileggendo bene il tema del concorso, mi sono resa conto che bisognava creare qualcosa che andasse oltre al prendere spunto dalle sue immagini o richiami stilistici.
Così mi sono subito arenata, come capita spesso quando parto in quarta.
Bene, mi sono detta, ora che faccio? Così, ho pensato di acquistare altri libri di Munari, libri dove lui stesso raccontava cose ed esperienze personali, ho acquistato “Design e comunicazione visiva” e “Fantasia”, mi sono immersa nella lettura dei suoi trattati, per riuscire ad entrare meglio nel suo pensiero.
Tra i due testi quello che mi è piaciuto di più in assoluto è stato “Design e comunicazione visiva”, dove nella prima parte del libro  Munari racconta in prima persona, la sua esperienza come professore con gli studenti di Harvard, racconta del suo appartamento o piccola camera dove alloggiava, racconta ciò che vedeva per le strade dalla sua finestra, il clima differente da quello italiano, le stranezze culturali ecc. e la parte di questo libro che mi ha colpito di più è stato il capitolo intitolato “Fare senza Pensare”, dove lui racconta e descrive gli studenti e le persone che vedeva passeggiare per le strade sotto la sua finestra, ogni persona era diversa da un altra, ognuna vestita in modo diverso e un po’ assurdo, il clima era quello dell’autunno, si andava dalle pellicce alle magliette a maniche corte, un po’ come quando si va in piazza a Ferrara la domenica col sole.Munari descrive in modo dettagliato e divertente ciò che vede tanto  che ho iniziato a rappresentare i personaggi sui bordi del libro e poi definendoli meglio con matita e china.Bene, ora avevo i miei personaggi , ora la mia idea era quella di rappresentare un paesaggio Munari volevo utilizzare le pagine del “Libro Illeggibile” che avrebbero rappresentato gli edifici e intorno ricreare il paesaggio che lui aveva visto quella volta dalla finestra.Ma ben presto, durante la realizzazione, vedevo troppe incongruenze grafiche e stilistiche senza trovare il minimo divertimento così mi sono arenata un’altra volta.
Mannaggia!Il tempo passava ed io volevo a tutti i costi partecipare al concorso, dovevo assolutamente dare il mio contributo, dovevo trovare la formula per rappresentare quello che sentivo nel cuore.
Così un giorno, mi sono messa davanti al computer, stanca, slanata, scomposta, quasi scivolata sotto la scrivania così creai in modo indifferente il sole di Munari, quello che si trova sulla copertina di “Nella nebbia di Milano”.Da quel momento in poi, sono andata avanti disegnando senza progetto e facendo ciò che mi veniva in mente, il sole è diventato un occhio gigante, l’occhio di un pesce scenografico, ho creato la stella di Munari che “Nella notte buia” fora le pagine del suo libro, ho creato texture per gli altri elementi della mia composizione, ed elementi geometrici che cadevano alla rinfusa nello spazio.
Con questi pochi elementi, sono riuscita a rappresentare ciò che sentivo nel cuore, volevo unire Munari ad un altro grande artista che amo profondamente Leo Lionni, così’ mi sono immaginata che Bruno durante tutti i suoi esperimenti insieme ai ragazzi di Harvard, tra studio dello spazio, della composizione, delle luci, delle texture, ecc .abbia voluto mettere in scena uno dei libri che adoro profondamente che è Guizzino di Leo Lionni, così è nato questo disegno.
Questo è il motivo per cui la mia illustrazione si intitola “Fare senza Pensare” .
Vi confesso che quando ho terminato il disegno e lo guardavo soddisfatta attraverso il monitor del mio computer dentro di me si era compiuta una sorta di liberazione, ero felice perché ora era visibile quello che sentivo nel cuore, sai quel momento quando dici, era proprio quello che volevo fare? Io lo avevo raggiunto. Senza pensarci troppo ho spedito il file per partecipare al concorso, non avrei mai pensato che sarei stata selezionata come migliore opera digitale e vincere il secondo premio, forse forse avrei immaginato di rientrare tra i selezionati, forse.
Quando ho avuto la notizia ho saltato per casa come una matta, ho riletto la mail quattro volte, ovviamente ero incredula, sono arrivata a pensare che forse c’era uno sbaglio,  per cui mi sono riletta ancora tutto il bando del concorso per vedere se c’era qualcosa che avevo tralasciato, continuavo a ripetermi, proprio io. Quando ho letto i nomi dei giurati che hanno selezionato la mia opera, non vi dico sono rimasta senza parole, tutte grandissime personalità del mondo dell’illustrazione Italiana e dell’editoria per ragazzi: Livio SossiPaolo D’Altan, Marzia Corraini, Silvana Sola.
Sono grandi soddisfazioni da prendere a piccole dosi se no si consumano.

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